Dio ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore e ha innalzato gli umili. (Lc 1,46-55)
Cari fratelli e sorelle, l’Arcivescovo di Sidney, monsignor Anthony Fisher…. In occasione della Solennità del Corpus Domini celebrata il 6 Giugno scorso aveva inviato una lettera pastorale a tutta l’arcidiocesi dal titolo significativo: “Adorando il Signore eucaristico: «Inginocchiamoci davanti a Dio che ci ha creati» (Sal 94,6) per invitare vescovi, sacerdoti e fedeli tutti a riscoprire la gestualità del corpo, piena di significati spirituali, che accompagnano la partecipazione dei fedeli nella celebrazione della Santa Messa. In particolare tenendo conto del 54mo Congresso Eucaristico Internazionale che si svolgerà a Sidney nel 2028 dal tema: “This is My Body, Given for You”, ha invitato a riprendere in considerazione il gesto, ormai in disuso, dell’inginocchiarsi davanti alla maestà di Dio come il più significativo e appropriato di fronte alla manifestazione di Dio nella storia dell’uomo. Dopo aver fatto un excursus sia nell’antico testamento che nel nuovo, L’arcivescovo ha fatto notare come l’umiltà profonda significata dall’inginocchiarsi davanti a Dio permette al fedele singolo e alla comunità tutta intera di ricevere incommensurabili grazie divine tra cui quella dell’apostolato, perché come canta Maria, la nostra dolcissima e tenerissima Mamma del Cielo, “Dio ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore e ha innalzato gli umili.” (Lc 1,46-55). È così, cari fratelli e sorelle, una delle leggi più contro-intuitive che regolano il mondo di Dio è quella che… per salire bisogna scendere….